BUKET SÖNMEZOCAK
BIOGRAFIA
Buket Sönmezocak è un'artista turca che pratica l'ebru, l'antichissima arte della pittura su acqua originaria dell'Asia Centrale e perfezionata nella tradizione ottomana, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. La sua pratica si inscrive in una tradizione millenaria trasmessa di maestro in allievo, in cui i pigmenti naturali vengono dispersi con pennelli di crine di cavallo e manico in legno di rosa sulla superficie di un liquido addensato con gomma adragante (kitre), poi manipolati con punteruoli e pettini fino a comporre disegni floreali, geometrici o figurativi, infine trasferiti su carta, tessuto o altri supporti. Ogni opera è per sua natura unica e irripetibile, frutto dell'equilibrio tra il gesto dell'artista e il comportamento imprevedibile del colore sull'acqua.
Il lavoro di Sönmezocak si distingue per un approccio fluido e contemplativo alla tecnica dell'ebru. I suoi pigmenti galleggiano e si fondono fino a comporre composizioni ipnotiche e oniriche che, una volta trasposte su carta e tessuto, evocano la mutevolezza della vita stessa — tra imprevedibilità, sogno e armonia. La sua ricerca porta la tradizione dell'ebru al di là della dimensione decorativa e calligrafica che storicamente la caratterizzava, elevandola a linguaggio artistico autonomo in grado di dialogare con la sensibilità contemporanea. In ogni opera si avverte quel rapporto contemplativo con la materia acquea che è proprio della filosofia dell'ebru: l'artista non controlla interamente il risultato ma lo accompagna, accettando l'elemento di imprevedibilità come parte costitutiva del processo creativo.
Ha esposto nella collettiva Il colore della vita presso la Didart Milano Gallery (22 ottobre – 9 novembre 2025), mostra curata da Diğdem Gencay Turaman e dedicata al tema della prevenzione del tumore al seno, in cui nove artisti internazionali — tra cui Sinan Turaman, Roberta Cologni, Emanuela Salvoldi, Mariuccia Roccotelli, Ebru Bandinelli, Duru Turaman e Francesco Belli — hanno dialogato con linguaggi e sensibilità diverse attorno al tema del femminile, del corpo come spazio di fragilità e forza, della memoria e della resilienza. All'interno di questo percorso espositivo, l'arte dell'ebru di Sönmezocak ha offerto una dimensione meditativa e sensoriale, in cui la fluidità del colore sull'acqua è diventata metafora della vita e della sua continua trasformazione.
Che cos’è l’Ebru?
L’Ebru, conosciuto anche come arte della marmorizzazione su acqua, è un’antica tecnica artistica originaria dell’Asia centrale e sviluppatasi nell’Impero Ottomano. Nel corso dei secoli, è diventata una delle espressioni più raffinate delle arti decorative turche, tramandata di generazione in generazione.
Questa tecnica consiste nel dipingere su una superficie d’acqua addensata con sostanze naturali. I colori, preparati con pigmenti e materiali specifici, vengono delicatamente fatti cadere sulla superficie e poi modellati attraverso strumenti sottili come aghi e pettini, creando motivi fluidi e armoniosi.
Il disegno ottenuto sull’acqua viene successivamente trasferito su carta, fissando così un’immagine che nasce da un equilibrio tra controllo e casualità. Proprio questa caratteristica rende ogni opera unica e irripetibile.
Storicamente, l’Ebru è stato utilizzato per decorare manoscritti, copertine di libri e documenti ufficiali, assumendo non solo un valore estetico ma anche culturale e simbolico.
Oggi, l’Ebru continua a vivere come forma d’arte autonoma, capace di unire tradizione e contemporaneità, offrendo un’esperienza visiva che riflette il movimento, l’armonia e la profondità della natura.